Montella, 1809. Nascere e morire in un paese di inizio Ottocento

Nel primo articolo di questa serie abbiamo visto perché il 1809 rappresenta un momento particolare nella storia documentaria di Montella. Da quell’anno lo Stato Civile permette di seguire in modo sistematico nascite, matrimoni e morti.

Adesso possiamo osservare più da vicino due di questi eventi.

Nel corso del 1809 furono registrate 234 nascite e 139 morti. Le nascite superarono quindi i decessi di 95 unità, ma il dato annuale dice poco su come quegli eventi si distribuirono nei diversi mesi e, soprattutto, sulle persone che vi compaiono.

Basta guardare maggio e agosto per accorgersi di quanto potessero essere diversi due momenti dello stesso anno.

Maggio: trentatré bambini

Maggio fu il mese con il maggior numero di nascite.

In trentuno giorni vennero registrati 33 bambini.

Quasi ogni giorno, in qualche casa di Montella, nasceva un figlio e qualcuno si recava a dichiararlo allo Stato Civile.

Negli atti troviamo il nome del bambino, i genitori, spesso l’età del padre, il suo mestiere e il luogo in cui la famiglia abitava. Sono informazioni essenziali che, messe in relazione con altri documenti, permettono oggi di ricostruire i nuclei familiari.

Ma non tutte le nascite avvenivano nelle stesse condizioni.

Alcuni bambini venivano al mondo in famiglie già segnate da una perdita. In altri casi le informazioni sui genitori erano incomplete o assenti.

Il dato delle 33 nascite, quindi, non descrive 33 situazioni identiche.

Descrive 33 inizi diversi.

Agosto: ventinove morti

Tre mesi dopo la situazione appare molto diversa.

Agosto è il mese con il maggior numero di decessi del 1809: 29.

Non sappiamo perché.

Negli atti esaminati la causa di morte non viene normalmente indicata e non abbiamo elementi sufficienti per attribuire quella concentrazione a una malattia, a un’epidemia o a un altro evento specifico.

Il dato merita però attenzione.

Per capire se agosto rappresentasse un episodio particolare sarebbe necessario analizzare più nel dettaglio le età delle persone morte in quel mese, verificare l’eventuale presenza di più decessi negli stessi nuclei familiari e confrontare la distribuzione con gli anni successivi.

Ma già l’analisi complessiva del 1809 mostra un elemento molto più evidente.

Molti erano bambini

Una parte rilevante delle persone morte durante l’anno aveva meno di cinque anni.

Circa una su tre.

È probabilmente il dato che più ci allontana dalla nostra esperienza quotidiana.

Nei documenti troviamo bambini morti a pochi anni, a pochi mesi e, in alcuni casi, dopo pochissimi giorni dalla nascita.

Per alcuni è possibile trovare prima l’atto di nascita e poco tempo dopo quello di morte. Non avranno un matrimonio, non avranno figli e non daranno origine a un ramo successivo della famiglia.

Ma facevano parte di quella famiglia.

Erano figli e fratelli, e la loro presenza aveva modificato la vita della casa esattamente come quella degli altri bambini.

Dopo più di duecento anni, spesso nessuno potrebbe più ricordarne il nome senza quei documenti.

È anche per questo che una ricostruzione familiare completa può essere molto diversa da un albero composto soltanto dagli antenati diretti.

Seguendo esclusivamente le persone dalle quali discendiamo, molte di queste vite rimarrebbero fuori dalla ricostruzione.

Pochi giorni oppure più di ottant’anni

Nello stesso anno troviamo anche persone arrivate a età molto avanzate.

Accanto ai bambini morti nei primi mesi o nei primi anni di vita compaiono uomini e donne che avevano superato gli ottanta.

La differenza è enorme.

Alcune persone registrate tra i morti del 1809 erano nate nei primi decenni del Settecento. Avevano vissuto durante un periodo completamente diverso, attraversando gran parte del secolo prima di arrivare agli anni delle grandi trasformazioni del Regno di Napoli.

Altri erano nati nello stesso 1809.

Guardare insieme queste età permette di comprendere meglio cosa rappresentano i 139 decessi complessivi: non un gruppo uniforme, ma persone che avevano attraversato fasi della vita molto diverse.

Alla fine dell’anno

A dicembre il bilancio del 1809 è ormai definito.

234 nascite.

139 morti.

La differenza è positiva, ma dopo aver osservato i mesi e le età quel saldo assume un significato diverso.

Maggio fu il mese con il maggior numero di nascite. Agosto quello con il maggior numero di decessi. E una parte molto consistente delle persone morte erano bambini.

Sono tre elementi che permettono già di intravedere quanto diversa fosse la vita familiare nella Montella di inizio Ottocento.

Le famiglie erano numerose, le nascite frequenti e la perdita di un figlio molto meno rara di quanto lo sia oggi.

Questo non rende quelle morti meno importanti.

Al contrario.

Quando troviamo un bambino che compare soltanto in pochi documenti, abbiamo recuperato una persona che altrimenti rischierebbe di scomparire completamente dalla storia della propria famiglia.

Ed è forse questo uno degli aspetti più importanti di una ricerca genealogica ampia: non limitarsi a cercare chi ha lasciato discendenti, ma provare a ricostruire le persone che realmente facevano parte di quella famiglia.

Nel prossimo articolo cambieremo prospettiva.

Nel 1809 a Montella furono celebrati 28 matrimoni.

Attraverso quelle unioni potremo osservare come si formavano nuovi nuclei familiari e quali legami si creavano tra le famiglie del paese.

NOTA SUI DATI

L’articolo utilizza i dati ricavati dall’analisi dei registri dello Stato Civile di Montella relativi all’anno 1809.

Nel corso dell’anno risultano 234 nascite e 139 morti.

Maggio è il mese con il maggior numero di nascite, con 33 registrazioni.

Agosto è il mese con il maggior numero di decessi, con 29 registrazioni.

Circa una persona morta su tre aveva meno di cinque anni.

Le cause di morte non sono normalmente indicate negli atti esaminati. Non vengono quindi formulate ipotesi sulle ragioni della maggiore concentrazione dei decessi in alcuni periodi dell’anno.

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Montella, 1809. L’anno in cui il paese entra nei registri

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